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Visitare è conoscere Pordenone

Il Sigillo del comune di Pordenone è di origine quattrocentesca.

Raffigurano una porta merlata, spalancata sulle onde

(del Noncello) e sovrapposta ad una fascia trasversale (quella dell'Austria).

Le due corone ducali ci ricordano che la concessione del titolo di "citta" a Pordenone 

fu fatta dal duca Guglielmo d'Austria, il 16 febbraio 1401.

 

La Provincia di Pordenone è diventata realtà dal 22 febbraio 1968, giorno in cui

la Commissione Affari Interni della Camera dei Deputati ha approvato l'istituzione della

< Provincia di Pordenone > (con 28 voti favorevoli, nessun voto contrario ed un solo astenuto).

La legge istitutiva (22 febbraio 1968, n. 171), promulgata dal Presidente della Repubblica Saragat

il 1° marzo 1968, è entrata in vigore il 6 aprile successivo.

 

Le origini di Pordenone

Pordenone, posta fra Treviso e Udine, risulta essere una delle città più antiche del Friuli Venezia Giulia. Esisteva già, in epoca pre Romana, un nucleo abitativo localizzato alle sorgenti del Noncello il fiume che la bagna. In epoca imprecisata fu eretto un forte sopra un'altura sulla sponda sinistra del fiume, attorno a tale forte si formò il nucleo abitativo, che in epoca della dominazione Romana si espando a tal punto che fu eretto un castello ed a quel borgo fu doto il nome ti Torre (dal latino Turris). Quindi si può affermare che il primo nucleo abitato della futura Pordenone, sorse a Torre nella preistoria.

 

 

Itinerario di visita

Il centro storico di Pordenone, chiamato anche Contrada Maggiore, si snoda in gran parte per corso Vittorio Emanuele II. Il municipio, dalle forme gotiche originalissime, è stato eretto tra il 1291 e il 1395; poi nel XVI secolo vennero aggiunti la loggia con l'orologio e i pinnacoli. Vicino al municipio sta il duomo concattedrale di S. Marco in stile romanico gotico, portato a termine tra la fine del XIV secolo e la metà del XV; successivamente, nel XVIII e nel XX secolo, il tempio ha subito altri rimaneggiamenti. Al suo interno sono collocate opere d'arte di notevole interesse, fra cui la famosa pala della Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio dé Sacchis detto il Pordenone (1484-1539), lavori del Pilacorte (il portale principale, l'acquasantiera e il fonte battesimale), di Gianfrancesco da Tolmezzo, del Fogolino, dell'Amalteo, del Tintoretto, oltre ai rinomati affreschi della cappella Mantica, eseguiti (1554-55) da Giovanni Maria Zaffoni detto il Calderari. Il campanile di S. Marco, elegante e svettante nei suoi 72 metri, fu costruito tra il 1291 e il 1347 (fino alla cella campanaria); la cuspide è invece del XVI secolo. Il rinascimentale palazzo Ricchieri, sede del Museo Civico d'Arte, contiene, fra l'altro, opere del Pordenone, del Savoldo, del Padovanino, del Politi, di Michelangelo Grigoletti (pordenonese e uno dei migliori ritrattisti del XIX secolo, oltre a una raccolta di sculture lignee e di oreficeria gotica. Il seicentesco e venezianeggiante palazzo Gregoris ha la facciata impreziosita da numerose teste scolpite; poi, meritano essere visti l'affrescato palazzo dei Capitani del XIII secolo; i suggestivi palazzi Montereale Mantica, Cattaneo, Popaite (Policreti) con statue nel cortile e un "portello" nei resti delle mura (a queste si arriva anche dal vicolo delle Mura, ristrutturato elegantemente).

 

 

Immagini “nascoste” di Pordenone