Pordenone: visitare è conoscere
Benvenuti a Pordenone! Qui condivideremo la nostra esperienza e la storia affascinante di questa città. Immergetevi con noi in un viaggio di scoperta e tranquillità.

La nostra Pordenone
Visitare Pordenone significa entrare in contatto con la sua anima. Non è solo un luogo, ma un'esperienza che si svela passo dopo passo. Scoprite con noi gli angoli più suggestivi e le storie che rendono unica questa città.

Un tuffo nella storia
La storia di Pordenone è un racconto affascinante che affonda le radici nel passato. Dalle origini romane al suo sviluppo come centro commerciale, ogni pietra narra una vicenda. Conoscere la sua storia significa comprenderne l'anima e il carattere.

Tranquillità e ispirazione
Vogliamo che questa pagina sia un luogo di tranquillità e ispirazione, un invito a rallentare e ad apprezzare la bellezza e la profondità di Pordenone. Lasciatevi trasportare dalle immagini e dai racconti, e trovate il vostro angolo di pace.

Itinerario di visita ideale
Il centro storico di Pordenone, chiamato anche Contrada Maggiore, si snoda in gran parte per corso Vittorio Emanuele II. Il municipio, dalle forme gotiche originalissime, è stato eretto tra il 1291 e il 1395; poi nel XVI secolo vennero aggiunti la loggia con l'orologio e i pinnacoli. Vicino al municipio sta il duomo concattedrale di S. Marco in stile romanico gotico, portato a termine tra la fine del XIV secolo e la metà del XV; successivamente, nel XVIII e nel XX secolo, il tempio ha subito altri rimaneggiamenti. Al suo interno sono collocate opere d'arte di notevole interesse, fra cui la famosa pala della Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio dé Sacchis detto il Pordenone (1484-1539), lavori del Pilacorte (il portale principale, l'acquasantiera e il fonte battesimale), di Gianfrancesco da Tolmezzo, del Fogolino, dell'Amalteo, del Tintoretto, oltre ai rinomati affreschi della cappella Mantica, eseguiti (1554-55) da Giovanni Maria Zaffoni detto il Calderari. Il campanile di S. Marco, elegante e svettante nei suoi 72 metri, fu costruito tra il 1291 e il 1347 (fino alla cella campanaria); la cuspide è invece del XVI secolo. Il rinascimentale palazzo Ricchieri, sede del Museo Civico d'Arte, contiene, fra l'altro, opere del Pordenone, del Savoldo, del Padovanino, del Politi, di Michelangelo Grigoletti (pordenonese e uno dei migliori ritrattisti del XIX secolo, oltre a una raccolta di sculture lignee e di oreficeria gotica. Il seicentesco e venezianeggiante palazzo Gregoris ha la facciata impreziosita da numerose teste scolpite; poi, meritano essere visti l'affrescato palazzo dei Capitani del XIII secolo; i suggestivi palazzi Montereale Mantica, Cattaneo, Popaite (Policreti) con statue nel cortile e un "portello" nei resti delle mura (a queste si arriva anche dal vicolo delle Mura, ristrutturato elegantemente).
Curiosità
Fra Odorico da Pordenone, nominato beato nel 1755, è passato alla storia come l'Appostolo dei Cinesi, essendosi distinto in una intensa attività missionaria che l'ha visto nel 1300 viaggiare incessantemente fra Asia minore ed estremo Oriente. Bisogna segnalare che i documenti redatti da questi antichi missionari hanno rivestito notevole importanza nello sviluppo della storia di discipline come lafilosofia, la teologia e l'antropologia, quest'ultima in particolare, scienza sociale tipicamente ottocentesca. La descrizione di queste popolazioni lontane ha offerto, infatti, ai filosofi, la convinzione ch l'uomo a tutte le latitudini crede in un dio e, agli antropologi, la prova che i costumi e la cultura materia si differenziano proffondamente da paese a paese.
Pordenone conserva oggi tracce del suo passato nei resti delle mura guarnite da ben 18 torri e nelle sue case a portico, tipiche dell'architettura della Marca Trevigiana; mirabile è il Duomo, esempio di stile tardo gotico, con le cornici impreziosite da eleganti archeggiature pensili. Altro monumento importante della città è il campanile, alto ben 72 metri; si dice abbia richiesto per la sua costruzione più di due secoli, dal 1219 al 1427. Sulla cella campanaria a trifore svetta un minareto ottagonale.
Il Castello di Torre è un edificio di grande pregio architettonico, che nel medioevo fu teatro di cruente gesta. La famiglia dei Torre Ragogna, durante il quattrocento, si persuase di usare delle brutali truppe mercenarie per ricondurre all'ordine i rivoltosi contadini locali di Pordenone. I Pordenonesi per vendicarsi fecero precipitare sulla rocca la furia dell'esercito di Nicolò Nordax che incendiò il castello e sterminò la signoria, uccidendo donne e bambini.
Pordenone dal 1278 al 1508 appartenne direttamente agli Asburgo configurandosi come territorio Austriaco in terra Friulana. In seguito passo a Venezia. Con la rivoluzione industriale si trasforma in una ricca Città industriale, con tutti i costi umani e sociali che l'industrializzazione poteva comportare. Un settore particolarmente trainante fu quello dei cotonifici di Roraigrande, Torre e Borgomeduna; queste manifatture ricoprono un ruolo decisamente importante dal punto di vista degli studi microstorici sulla storia delle Donne (gender studies). Il settore, infatti, impiegava quasi totalmete Donne, che sotratte alla cornice di subordinazione della famiglia dominata dalla cultura patriarcale, potevano, attraverso le esperienze dell'associazionismo e del sindacato, sperimentare la libertà e sviluppare una coscienza femminile.
Proverbi
Une cjampane intonade si sìntile di lontan, une stonade ancjmò plui.
Una campana intonata la si sente da lontano, una stonata ancora più.
Val plui un ami che cent parìnc.
Vale più un amico che cento parenti.
Si pò perdonà, ma no dismenteà.
Si può perdonare, ma non dimenticare.
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