Il mio Friuli Venezia Giulia

Un viaggio nel cuore della mia regione d'origine, dove le radici affondano profonde e la bellezza si rivela ad ogni sguardo. Scoprite con me il Friuli Venezia Giulia, una terra che incanta e accoglie.

La mia terra, il mio cuore

Il Friuli Venezia Giulia non è solo una regione, è parte di me. È la terra che mi ha visto crescere, che ha plasmato i miei valori e che porto sempre nel cuore. Questo è il mio omaggio a un luogo di straordinaria bellezza e autenticità.

Un mosaico di meraviglie

Dalle vette imponenti delle Dolomiti alle placide rive del mare Adriatico, il Friuli Venezia Giulia offre un paesaggio vario e sorprendente. Ogni angolo racconta una storia, ogni borgo custodisce tradizioni millenarie. Lasciatevi incantare dalla sua unicità.

Gente autentica, spiriti accoglienti

Ma il vero tesoro del Friuli Venezia Giulia sono i suoi abitanti. Persone schiette, laboriose e incredibilmente ospitali, che con la loro autenticità rendono questa regione ancora più speciale. Voglio che sentiate la bellezza di questa terra e la cordialità della sua gente.

Il Friuli Venezia Giulia

Il 3 aprile del 1077 l'Imperatore Enrico IV nominava il Patriarca d'Aquileia Sigeardo, Principe del Friuli.

La bandiera, rappresentante un'aquila d'oro armata e linguata di rosso a volo abbassato su sfondo azzurro cobalto, divenne il simbolo di tutti i Friulani dal fiume Livenza al fiume Timavo.

Il nome della regione

Molte regioni prendono il nome dai popoli che per primi le abitarono stabilmente. La regione FVG fu chiamata dai grandi storici latini CARNIA, perché qui vivevano i Carni, tribù appartenenti ai Celti o Galli. Cinquant'anni prima della nascita di Cristo, vicino al fiume Natisone, fu fondata la Città di Cividale, allora chiamata Forum Iulli (mercato di Giulio) in onore di Giulio Cesare, il fondatore. Cividale dopo la distruzione di Aquileia (452 d.C.), divenne la Città più importante e il suo nome che nelle lapidi veniva abbreviato in FR.IULII, fu usato (dai barbari) per indicare tutta la regione. In seguito i Franchi di Carlo Magno per non determinare confusione diedero alla Città il nome Civitas Austriae, (Città Dell'oriente) da cui deriva il nome attuale. Venezia Giulia invece è un nome recente. Dopo la prima Guerra Mondiale il territorio faceva parte del Veneto, insieme ad alcune zone della ex-Iugoslavia. Dopo la seconda guerra mondiale si persero i nove decimi della Venezia Giulia e riunendo il Friuli con quello che era rimasto della stessa, si istituì l’attuale Regione.

Vini Friulani

TOCAI FRIULANO: due nomi per lo stesso vitigno a bacca bianca autoctono del Friuli-Venezia Giulia, il cui nome è stato cambiato a causa di una disputa con l’Ungheria. E' sicuramente il vino bianco più rappresentativo della tradizione eneologica friulana. Presenta un colore giallo paglierino e un'aromna floreale e fruttato, con una nota che riporta al profumo della mandorla amara. E' un vino nettamente secco ma la moderata acidità che lo contraddistingue lo fa sempre apparire rotondo, ampio, vellutato, piacevole da bere. Da consumare in ogni occasione accompagna bene antipasti di formaggio e prosciutto, ma anche piatti tipici del friuli come le minestre di legumi, le frittate alle erbe e le carni bianche. Va servito fresco ad una temperatura di 10-12 °C in ampi calici da bianco.

REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO: è un vino dal colore rosso rubino con riflessi violacei che si attenuano con l'invecchiamento. Il profumo è intenso, vinoso, con note che ricordano la mora selvatica e frutti di bosco. ha un sapore molto deciso e vivace, ma anche tannico e amarognolo. E' un vino che accompagna molto bene le carni rosse e piutosto grasse ma anche zuppe tipiche del friuli. Va servito ad una temperatura di 16-18 °C in calici ampi da vino rosso.

MERLOT: Originario della zona di Bordeaux, il Merlot è sicuramente il vitigno rosso più coltivato in Friuli. Colore rosso rubino intenso che assume tonalità granate con l'invecchiamento. Aroma pieno, fragrante legermente erbaceo, che ricorda l'amarena, il lampone, la mora e il mirtillo. Il gusto è secco e intenso. E' indicato per i piatti di carne meglio se ai ferri, ma anche per formaggi dalla lunga stagionatura. Va servito a temperatura ambiente 18-20 °C ma stappato con buon anticipo in calici ampi e capienti.

PINOT GRIGIO: Vino tipico del Friuli ha un colore giallo paglierino anche intenso che talvolta presenta leggerissimi riflessi ramati. Gusto secco ma al contempo pieno, piacevolmente amarognolo. si presenta ad accostamenti con prosciutti, formaggi freschi, primi piatti con sughi rossi e carni bianche. Va servito a 10-12 °C in calici ampi da vino bianco.